Verso l'associazione

 

-          L’esigenza espressa da alcune associazioni dei consumatori di poter direttamente partecipare alle attività sociali e socio-economiche promosse da Legallinefelici e l’impossibilità, data la nostra forma societaria, di realizzare ciò;

-          La necessità di una mappatura della rete/costellazione Legallinefelici, per valorizzare ed identificare questo capitale di relazioni, le risorse esistenti e potenziali, e per consolidarlo.

Siamo partiti dall’analisi di tutte le possibilità a livello europeo, rilevando che non esiste una forma associativa europea, quindi l’associazione deve essere nazionale anche se gli scopi possono coinvolgere il territorio europeo. Con una semplice procedura potrebbe essere riconosciuta anche negli altri paesi in cui intende operare, e vi possono aderire anche cittadini e altre associazioni di tutta l’UE.

Si è dunque deciso di lavorare su un’associazione APS italiana che possa rispondere alle esigenze sopra espresse: una libera associazione a cui possano aderire singoli individui, associazioni, enti, ecc., italiani, europei o cittadini del mondo che ne condividano gli scopi.

In merito al programma di azione da sottoporvi siamo partiti dalle seguenti considerazioni:

Riteniamo che le attività fin qui svolte dal Consorzio abbiano di per sé un valore sociale.

Pur trattandosi di una “semplice” attività economica di prevalente natura commerciale, essa ci pare avere le connotazioni di una attività sociale: è utile e benefica a tutti i soggetti e gli elementi che vi partecipano. Nel nostro caso per chi produce e vende, per chi acquista e consuma e per i territori vissuti da questi due soggetti. 

Nello specifico le attività economiche del Consorzio contribuiscono

-          alla sussistenza delle 35 aziende agroalimentari associate (singoli produttori agricoli e cooperative sociali),

-          e alle economie di almeno 30 aziende agricole non associate da cui il consorzio si approvvigiona per quanto non disponibile presso i soci (in vista di una loro prossima associazione al Consorzio).

-          Vi sono poi 32 persone assunte nella struttura operativa, di cui 6 a tempo indeterminato, 22 stagionali (9 mesi l’anno), e in media 4 collaboratori ad obiettivi con prestazioni occasionali.

-          E per finire i fornitori di servizi e beni logistici (essenzialmente ditte di trasporti e fornitori di imballaggi).

Dall’altra parte della filiera ci sono oltre 10.000 famiglie tra Italia, Francia, Belgio, Austria, Olanda, Germania e Inghilterra. La gran parte organizzate in gruppi di acquisto, con pochi o tanti associati. In alcuni casi i gruppi si sono formati proprio in funzione degli acquisti al Consorzio, e in qualche occasione il legame con il Consorzio è stato occasione per un loro collegamento in reti di scopo.

Gli stessi prodotti agroalimentari di questa “semplice” transazione commerciale assumono valore economico e sociale proprio nella creazione di legami e relazioni che si vanno facendo sempre più forti tra produttori associati e consumatori associati. Legami e relazioni che hanno creato benefici di base irrinunciabili: prodotti di qualità, sani e buoni, ad un prezzo giusto per gli uni e per gli altri.       

E nella fattiva operatività queste relazioni hanno dato vita anche a tanto altro: le sperimentazioni di coproduzione e quindi di concessione di credito e fiducia reciproca, i prodromi di un’attività di turismo dei territori, le attività di educazione al consumo consapevole, le feste/incontri internazionali, la rimessa a coltura di terreni abbandonati e la ripresa di cura di frutteti trascurati etc etc. 

E andando dentro l’operatività e l’azione di alcuni gruppi di acquisto forse si potrebbe arrivare a parlare di empowerment di gruppo e di consapevolezza concreta di quanto si possa fare insieme condividendo scopi e obiettivi, andando naturalmente ben oltre il legame operativo con il Consorzio.

Quindi benefici per i vari contesti territoriali dove operano produttori e consumattori che possono andare oltre la scelta di base della filiera corta e del produrre e consumare BIO con il suo presumibile positivo impatto per l’ambiente.

Agiamo proprio come l’ape quindi, che spinta dal proprio bisogno di cibo procura benefici per sè, per i fiori e per l’ambiente tutto.

Per questo motivo lavorare al rafforzamento di questo circolo virtuoso pensiamo abbia una elevata valenza sociale. Le criticità esistono e sono tante ed esistono anche tantissime potenzialità ancora da sviluppare in questa Comunità e nei suoi variegati Elementi.

Il rapporto che ci lega ai Gas o alle associazioni di consumatori che acquistano i nostri prodotti si fonda per lo più su una struttura molto fragile basata ancora sostanzialmente sul volontariato nonostante la mole di prodotti e di fatturato, e occorre un consolidamento di tale legame, esigenza espressa dagli stessi clienti.

Le nostre aziende soffrono di crisi sistematica dovuta anche alle scarse possibilità di investimenti strutturali con ricadute anche sulle produzioni e sulla qualità delle stesse. Il tutto, non slegato dai cambiamenti climatici attuali, impone interventi abbastanza urgenti in tal senso.

Ci è sembrato dunque opportuno indirizzare l’attività della costituenda associazione su progetti di miglioramento dell’intera filiera (a partire dalle aziende agricole fino alla distribuzione presso le associazioni di consumatori, incrementando anche relazioni a livello locale, nazionale e internazionale).

Sono emersi esempi di possibili ambiti di progettualità: - formule di co-produzioni che assicurino un mercato per prodotti da piante con lungo ciclo di vita; - sperimentazione di agricoltura organica rigenerativa su alcune aziende pilota; - turismo agri-culturale.  (dal verbale dell’assemblea del 15 ottobre)

Oggi abbiamo la responsabilità non solo di non abbandonare il cammino fatto finora, e a stento mantenuto, ma di impegnarci in un rilancio. Vogliamo mantenere la nostra presenza attiva con proposte innovative e sostenibili prospettando potenziali alleanze con realtà a noi similari in modo da poter fare massa critica e poter meglio incidere a livello sociale.

Entro dicembre partirà il questionario on line per la mappatura della rete/costellazione Legallinefelici.

Si auspica formalizzare per gennaio l’associazione, iniziare una campagna promozionale verso la rete Legallinefelici e cominciare con le iscrizioni dei soci per partire con il programma previsto.

Per la redazione

Gabriele Proto, Vincenzo Vacante, Roberto Li Calzi, Antonino Coco, Irene Carrara