i nostri progetti sociali

IL NOSTRO RUOLO NELLA SOCIETA’ 

(qui sotto un po' di storia) 

 

“Pensare che tutto sia così possibile…”

Di vari “baluardi di bellezza” che abbiamo la responsabilità e il piacere di sostenere

 

Come ormai sapete, siamo fortemente convinti che l’azione del Consorzio sia paragonabile a quella dell’ape, che, spinta dal proprio bisogno di cibo, procura benefici per sé, per i fiori e per l’ambiente tutto (qui per ricordarci il perché!)

 

Ma cosa fare allora della piccola sovrabbondanza di miele che riusciamo, a volte, a produrre? Visto il ruolo che ci ritroviamo a ricoprire nel mondo e gli alti obiettivi che, assieme a voi, ci poniamo, non possiamo certo ambire ad ingrossare le nostre pance (sempre sull’orlo del sottopeso, per la verità…). 

Estendere ad altri, meritevoli, il modello economico che riteniamo vincente, certo!

Già ottimo risultato, per la verità. Ma anche questo può non bastare per la nostra coerenza.

Se davvero il nostro obiettivo è cambiare l’economia e le relazioni tra gli umani, la nostra crescita deve significare aumento del profitto sociale e  delle connessioni per mettere a sistema e rendere efficace il cambiamento che vogliamo. 

È dunque nostra responsabilità intervenire nella società anche con azioni che leggermente si distaccano dalla nostra quotidiana attività economica, con sostegni a realtà a noi vicine, che per varie ragioni incrociano il nostro cammino e la cui esistenza, seppur apparentemente lontana dalla vendita delle nostre arance, è fondamentale per creare quel tessuto multidimensionale e colorato, grazie a cui possiamo sperare di costruire un mondo migliore.

 

Spesso il nostro intervento risponde ad emergenze e sempre cerca di supportare chi dimostra di voler reagire creativamente e positivamente alla bruttura umana, a furti, incendi dolosi, razzismi e chiusure. Perché riteniamo sia proprio questa creatività positiva ciò di cui il nuovo mondo ha bisogno.

Non di tutti questi sostegni vi abbiamo dato comunicazione, spesso presi dalla quotidianità del nostro lavoro. Per molti di questi vi abbiamo invece coinvolto e voi avete sempre risposto con passione.

 

Ma, una volta sostenuti, che ne è stato di questi progetti?

 Lo abbiamo chiesto a chi ha ricevuto il nostro supporto e ne sono risultati racconti appassionati e gratificanti, che ci sembra bello condividere con voi.


  • Per iniziare, come sono state impiegate le donazioni (molte venute dalla nostra comunità, ma moltissime anche da altre realtà vicine e lontane) che hanno fatto sentire ai Briganti di Librino di non essere “soli in un vicolo buio” ma di avere il sostegno necessario a ricominciare, ancora più forti, dopo il devastante incendio doloso di un anno fa? 

Grazie alle molte donazioni, ed al lavoro di molti volontari, la clubhouse distrutta è stata ricostruita, in un altro spazio, “più bella di prima”, come premunito da una profezia ormai diventata leggenda!
E il San Teodoro continua così ad essere un luogo in cui, “come alternativa al degrado, si fanno: l'orto, i compiti, le letture, gli scacchi, i placcaggi duri ma regolari, le feste, le sfilate di moda, i pesi, i calci, la cartapesta. É un posto dove ha attecchito la bellezza. É una trincea. É un baluardo.”
Ce lo racconta Mario, pollo-brigante, in questo resoconto appassionato.





  • E il nostro sostegno al progetto FIERI (Fabbrica Interculturale Ecosostenibile del Riuso) quali frutti ha portato?

Ne è nato un altro angolo di bellezza, questa volta in centro a Catania, in uno spazio pubblico prima abbandonato. E soprattutto ne è sorta una cooperativa mista, di migranti ed italiani, che sta cercando di creare lavoro in ambiti artigianali sostenibili.
Qui trovate qualche parola in più, scritta da Antonio D’Amico.
 




  • Lo scorso anno, inoltre, forse qualcuno di voi non avrà ricevuto l’uva da tavola che aveva gentilmente richiesto. E forse qualcuno dunque sa che il nostro pulcino Vincenzo Di Dio (qui la sua presentazione) è stato derubato dei frutti di due filari, proprio a pochi giorni dalla consegna. Vista la precarietà della sua situazione, il Consorzio ha deciso di pagargli comunque buona parte di ciò che avrebbe potuto consegnare, a condizione che quei soldi fossero impegnati per contribuire a far rivivere la sua campagna ancora in stato di semiabbandono.

E così Vincenzo, oltre a risistemare le vigne, ha deciso di avviare un orto per fornire la sua zona (Caltagirone) e non solo… ha investito in piantine, impianto di irrigazione e concime organico e ora lavora con entusiasmo, insieme a suo padre e a due ragazzi che prima lavoravano, supersfruttati, nelle vigne intensive.

Tutti i giorni in campo e in giro per le consegne, presidiando il suo territorio e dando vita ad un altro “baluardo di bellezza”.

Qui trovate una mail che Michele Russo, socio e amico d’infanzia di Vincenzo, ha girato a noi del Consorzio e ci ha commossi al punto di volerla condividere con voi così com’è.

 

Ecco, queste sono alcune delle storie che ci piacciono, e a cui riteniamo doveroso dare, grazie a voi, il nostro piccolo contributo.

 

Grazie!


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La storia del Consorzio Siciliano Legallinefelici parte da molto lontano.

 Un po’ di cronistoria, per arrivare subito ai progetti in corso (nell’ultima parte di questo documento):

  • 1984 Quattro di noi (Antonio C. Barbara, Beppe e Roberto) sono tra i fondatori del CSAB (Coordinamento Siciliano Agricoltura Biologica)
  • 1997 Nasce a Catania, per iniziativa di uno di noi (Roberto), assieme ad altri amici, uno dei primi sistemi in Italia di consegna a domicilio di cassette di prodotti bio, a prezzi popolari, che contribuisce, mediante la razionalizzazione dei trasporti, ad abbassare i prezzi dei prodotti bio a Catania e dintorni
  • 2002 Da alcuni dei soci che poi avrebbero fondato il Consorzio (Barbara e i tre Antonii), più altri amici, nasce A ferabio a Catania, primo mercato bio in Sicilia, ormai da 10 anni ritrovo mensile di quanti hanno voglia di incontrarsi per partecipare al cambiamento in corso, oltre che semplicemente acquistare prodotto “giusti” al prezzo giusto
  • 2004 Inizia la relazione con i GAS del centro nord da parte di alcuni di noi e comincia l’attività di vendita dei nostri prodotti; non siamo ancora formalmente un consorzio
  • ottobre 2008 Viene fondato ed ufficializzato il Consorzio, dal suo primo giorno di vita impegnato, oltre che nella vendita dei propri prodotti, ottenuti rispettando la natura ed il lavoro di chi ci aiuta, anche in un ruolo attivo e partecipe nella società che ci circonda, in vari e variegati cerchi concentrici
  • marzo 2009 Da alcuni dei soci del Consorzio (Gabriele e Roberto e suo fratello Gigi), assieme ad altri, nasce l’Associazione Siqillyàh per costruire la Rete di Economia Solidale Siciliana
  • 2009 Il Consorzio è tra i promotori della Campagna popolare per l’agricoltura contadina, perché, se lasciassero i piccoli agricoltori lavorare in pace, senza eccessiva burocrazia….
  • giugno 2009 Il primo Sbarcogas, a Petralia Sottana (PA), dove si gettano le basi per Arcipelago Siqillyàh
  • settembre 2009 Salviamo la Cooperativa Sociale Arcolaio dal fallimento, grazie all’ anticipo sulle prossime future forniture generosamente concessoci da una trentina di GAS, anticipo immediatamente girato all’Arcolaio, e prontamente rimborsato ai GAS in occasione delle le prime consegne; da segnalare che L’Arcolaio ha poi preso in gestione la cucina del carcere e quel 75% di cibo che di solito viene rifiutato e gettato nelle carceri Italiane, sotto la loro gestione, è passato al 25%.......
  • ottobre 2009 Di concorso con l’Agenzia per i beni confiscati alla mafia, il consorzio adotta la Riela, ditta di trasporti confiscata, alla quale affidiamo, praticamente soli in Sicilia, la quasi totalità delle nostre spedizioni, ottenendo orari di lavoro legali per i camionisti, offrendo in cambio tariffe il 50% superiori ai prezzi di mercato; esperienza purtroppo non andata a buon fine a causa, in primo luogo, del totale disinteresse dello Stato ad utilizzare i propri beni e tenere in vita le aziende confiscate
  • gennaio 2010 Nasce Arcipelago Siqillyàh, insieme informale di produttori, non solo agricoli, che, animati dallo spirito di Siqillyàh, cooperino per la promozione della Sicilia alla luce dell’ Economia del noi: in questi tre anni di esperienza ha prodotto numerosi, concreti e consistenti cambi di vita e di prospettive ed una crescita del livello culturale ed etico molto intensa in tanti, noi per primi; esperienza che viene considerata, da molti che ci osservano da fuori, una delle poche luci in un orizzonte piuttosto grigio e deprimente
  • giugno 2010 Il secondo Sbarcogas in Sicilia, a Modica, Palazzolo Acreide e ancora a Petralia, per raggiungere cerchie più vaste di opinione pubblica, convinti che solo all’interno di un cambiamento generalizzato e profondo di costumi e relazioni economiche si possa ottenere un’evoluzione concreta di prospettiva, specie per le generazioni a venire
  • giugno 2011 Sbarcogas a L’Aquila di cui siamo tra i principali ideatori
  • luglio 2011 Inizia la collaborazione con I Briganti Rugby Librino di cui il consorzio è sponsor e il nostro Mario è uno degli allenatori di rugby dei ragazzini sottratti alla strada
  • dicembre 2011 A partire dall’idea di SbarchInPiazza (SIP) e del Corso per animatori di reti di Economia Solidale, siamo tra principali promotori della RESSUD (rete delle Economie Solidali del Mezzogiorno)
  • gennaio 2012 Inconseguenza di un disastroso incidente, la Riela perde uno dei suoi pochi mezzi; lanciamo la campagna “V’ACCATTATI NA MOTRICI?” rispondono una 50ina di GAS e raccogliamo 17mila euro per l’acquisto di un camion, sempre come anticipo su future forniture; purtroppo dopo pochi mesi la Riela chiude e a noi non rimane che rimborsare i gasisti, senza aver usufruito dei servizi da parte della Riela; rimborso completato a dicembre 2012
  • febbraio/maggio 2012 SbarchInPiazza (SIP) in 12 città del centro-nord
  • ottobre 2012 Contribuiamo alla prima edizione della fiera FaLaCosaGiusta!Sicilia conclusa con grande successo
  • dicembre 2012 I primi SbarchiAlSud (SAS) anche per allargare la partecipazione dei produttori del sud ai prossimi SIP
  • durante tutti questi anni, abbiamo prestato attenzione ai movimenti che animano la resistenza costruttiva in Europa e nel mondo, quindi la  partecipazione di alcuni di noi ai percorsi di Urgenci  e alle varie reti Europee,
  • Nello stesso tempo alcune delle aziende aderenti al Consorzio sono fra le fondatrici della Rete Siciliana delle Fattorie Sociali e si sperimentano percorsi di inclusione sociale dei più fragili. E’ recente la realizzazione di un nuovo progetto della Cooperativa Sociale Arcolaio, aderente al Consorzio, che permette a 18 detenuti in semilibertà di andare a lavorare nei campi. 
  • Assieme alla RESSUD abbiamo curato la progettazione della edizione 2013 degli SbarchInPiazza, e quest’anno abbiamo voluto passare prima dalle scuole delle città che ci hanno ospitato, e per questo è nato il gdl SIP/scuole
  • La vicinanza col quartiere di Librino, l’esperienza con I Briganti di Librino e soprattutto La porta della bellezza ci hanno indotto a lanciarci in un  progetto nel nostro intorno più immediato: gli orti sociali a Librino. A pochi km dalla nostra sede operativa, in un gigantesco quartiere di Catania piuttosto malfamato e degradato, c’è un impianto sportivo costruito per le Universiadi, costato 20milioni di euro e mai aperto; I briganti, assieme ad altre associazioni ne chiedono invano l’assegnazione già da 6 anni; a questo punto l’hanno occupato (loro dicono “liberato”) e lo stanno utilizzando, assieme ad altre associazioni sportive, per far allenare i ragazzini del quartiere. A fianco dei campi sportivi, dentro il perimetro dell’impianto, ci sono 7mila metri quadrati di terreno, molto ben esposto, che abbiamo ripulito dalle erbacce e dai rifiuti e che abbiamo cominciato a lavorare: una decina di famiglie del quartiere ha già dichiarato la propria volontà di occuparsene, proponendo una gestione collettiva……segue….
  • E’ invece dall’esperienza di alcuni di noi nella coltivazione di ortaggi che nasce l’idea di “rifugiati nell’orto” (o “orti risorti”? o “ris-orti migranti”? o……?). Grazie al lavoro appassionato di una giovane ricercatrice tedesca, abbiamo costruito una mappa di quanti si muovono in Sicilia in relazione al fenomeno dei migranti, ma che se ne occupano in maniera propositiva e costruttiva, non l’assistenzialismo. Con una decina di queste realtà stiamo lavorando per la costituzione di una cooperativa multietnica e multigenere che conduca il fondo di proprietà di uno di noi per coltivare ortaggi che saranno destinati ad un centinaio di famiglie tra Catania e Siracusa, che li preacquisteranno e collaboreranno nella progettazione e nella gestione. Auspicabile la costituzione di un’associazione ad hoc 
  • ultimo atto, in divenire: Il Treno delle arance e la RESSUD

basta?