ERION, una storia di redenzione

Erion (una storia di redenzione)

 

In classe, a scuola, sono sempre stato l’ultimo. Ma non solo l’ultimo perché ero quello che non sapeva le cose, ma proprio l’ultimo fisicamente, con le spalle al muro, e mi ci hanno lasciato per 8 anni. La maestra non si è mai preoccupata di me, mi passava davanti e non mi controllava mai i compiti. E io non capivo, mi dannavo l’anima e me la sono dannata per anni, ripensando all'indifferenza e all'ostilità della maestra.

In Albania, ai tempi del comunismo, la mia famiglia era di quelle “segnate”. Mio nonno era stato un anticomunista e per questo era stato ammazzato, e mio zio è stato fucilato in mezzo alla piazza del mio paese. Per il Partito io non contavo, la mia istruzione non interessava a nessuno e così per questo ancora ora mi sento ignorante. Ma mi ha ferito per tanti anni quell’ultimo posto, e il non capire perché.

Solo ora l’ho capito, ed è stata una specie di illuminazione. Un’illuminazione che spiega anche la mia fuga dall’Albania, il mio arrivo in Italia, le mie sventure iniziali. In barcone per 3 giorni senza cibo e senza acqua, poi il viaggio in Sicilia, un padrone che mi faceva badare alle pecore e mi dava il pane duro che conservava per il cane, e per bere mi diceva: ”Vedi il fiume? Bevi!”.

E poi l’aiuto di un contadino che forse aveva riconosciuto in me il pastore di pecore che ero stato per tanti anni, minacciò di chiamare i carabinieri per il modo in cui venivo trattato, mi prese con sé e mi ha permesso di affrontare i momenti più difficili del mio soggiorno in Italia.

Poi sono finito qui. Ma non ho perso il mio sorriso, il mio coraggio, anche se non sempre sono stato trattato bene anche qua, specialmente all’inizio. Io, ricordando da dove vengo, cosa ho passato e dove sono, abbasso la testa e chiedo scusa; fa parte della mia natura. Sto male, divento rosso, ma mi tengo tutto dentro.

Ma a parte questo, qui sono cresciuto anche dentro: non sono l’ultimo della classe, qui siamo tutti uguali, qui mi dicono bravo se faccio qualcosa di buono ed è bello sentirselo dire, qui mi do da fare, mi sento parte di una comunità.

Non avrei mai immaginato che sarei diventato un uomo in un carcere.


dal carcere di Siracusa, dove opera la Cooperativa Sociale L'Arcolaio, anche grazie ai vostri acquisti 

Erion ringrazia