Il problema/risorsa migranti

Riflessioni per un approccio al problema/risorsa migranti.

 Nell'ambito della riflessione operativa avviata dentro il Consorzio Le Galline Felici sulla cosiddetta "crisi dei migranti", qui pubblichiamo una prima riflessione del socio Gabriele Proto

Ogni problema può diventare risorsa se visto come stimolo a riflessioni che portino all’identificazione di obiettivi per affrontarlo, conoscerlo e risolverlo attraverso percorsi e azioni che portino beneficio alla comunità in continua evoluzione e movimento.

I flussi migratori degli ultimi anni sono il risultato di una storia perversa di sfruttamento delle materie prime del sud del mondo da parte di una piccola parte del nord del mondo che ne consuma l’84% per mantenere l’apparato economico e tecnologico che si è creato. E non sempre l’economia e la tecnologia è a beneficio di tutta l’umanità.

Affrontare il problema diventa sempre più una necessità e un dovere verso l’umanità intera di cui facciamo parte e per una possibile e positiva risposta a questa emergenza ognuno di noi è chiamato nel suo piccolo a pensare a cosa può riuscire a fare, a dare per l’altro essere umano che sbarca sulle nostre coste.

Un primo livello è chiaramente politico non possiamo continuare ad accettare che le guerre e i disastri economici dei Paesi da cui spesso provengono i flussi migratori siano causati da sporchi interessi europei e che le armi provengano dalle nostre fabbriche.

Un secondo livello è di cooperazione e scambi economici sostenibili che assicurino la possibilità di far vivere dignitosamente molte persone nel loro paese d’origine (commercio equo, sostegno a piccoli produttori, ecc.).

Un terzo livello di emergenza sociale è quello di un’accoglienza umana, dignitosa; l’incontro e l’ascolto che permetta di conoscerci e vedere insieme come convivere pacificamente provando a costruire ponti che riescano a dare benefici ad entrambi a vari livelli.

Noi piccola entità commerciale ma anche politica e sociale all’interno di circuiti corti possiamo ipotizzare azioni rivolte al nostro settore d’intervento con i nostri pochi mezzi disponibili e cercando reti e entità governative e non che si occupano da anni di migranti al fine di riuscire ad avviare piccole azioni, progetti pilota riproducibili, che diano sostegno all’attività agricola e agro-pastorale da un lato e permettano un inserimento lavorativo dignitoso al migrante in modo da migliorare il suo inserimento nel territorio e nel tessuto sociale dove lavora.

Quindi si ipotizzano azioni del genere differenziate in più fasi:

1° Fase

-          Sostegno ad aziende agricole e formazione sul campo (1 o 2 persone per azienda);

-          Sostegno alle aziende agro-pastorali e formazione sul campo (1 o 2 persone per azienda);

-          Sostegno a consorzi e produttori con formazione ciurme di raccolta prodotti agricoli (10 persone);

 

2° Fase

-          Insediamenti di nuove aziende opportunamente formate in terreni comunali, regionali, privati, ecc. in stati di abbandono per il ripristino degli stessi e creazioni di piccole economie locali sostenute dalle reti locali, nazionali ed europee;

-          Creazione di operatori agro-forestali opportunamente formati da personale forestale competente, formazione sul campo, personale da inserire in un vasto programma di prevenzione del dissesto idrogeologico e mantenimento del territorio in modo sostenibile.

-          Favorire gli scambi commerciali di prodotti biologici, sostenibilmente prodotti da aziende dei paesi di origine dei migranti favorendo la nascita di nuovi imprenditori locali;

-          Favorire e sostenere il reinserimento economico e sociale dei migranti nei loro paesi di origine attraverso azioni produttive che ne assicurino la sostenibilità dello stesso e possano stimolare iniziative locali sostenibili.

 

 

Ecco tutto per adesso per riflessione comune.