Come l'ape e il fiore

COME L’APE E IL FIORE

Riteniamo che le attività fin qui svolte dal Consorzio abbiano di per sé un valore sociale. Pur trattandosi di una “semplice” attività economica di prevalente natura commerciale essa ci pare avere le connotazioni di una attività sociale: è utile e benefica a tutti i soggetti e gli elementi che vi partecipano. Nel nostro caso per chi produce e vende, per chi acquista e consuma e per i territori vissuti da questi due soggetti. 

Nello specifico le attività economiche del Consorzio contribuiscono alla sussistenza delle 35 aziende agroalimentari associate (singoli produttori agricoli e cooperative sociali), e alle economie di almeno 30 aziende agricole non associate da cui il consorzio si approvvigiona per quanto non disponibile presso i soci (in vista di una loro prossima associazione al Consorzio). Vi sono poi 28 persone assunte nella struttura operativa, di cui 6 a tempo indeterminato, 22 stagionali (9 mesi l’anno), e in media 4 collaboratori ad obiettivi con prestazioni occasionali. E per finire i fornitori di servizi e beni logistici (essenzialmente ditte di trasporti e fornitori di imballaggi).

Dall’altra parte della filiera ci sono oltre 10.000 famiglie tra Italia, Francia, Belgio, Austria, Olanda, Germania e Inghilterra. La gran parte organizzate in gruppi di acquisto, con pochi o tanti associati. In alcuni casi i gruppi si sono formati proprio in funzione degli acquisti al Consorzio, e in qualche occasione il legame con il Consorzio è stato occasione per un loro collegamento in reti di scopo.

Gli stessi prodotti agroalimentari di questa “semplice” transazione commerciale assumono valore economico e sociale proprio nella creazione di legami e relazioni che si vanno facendo sempre più forti tra produttori associati e consumatori associati. Legami e relazioni che hanno creato benefici di base irrinunciabili: prodotti di qualità, sani e buoni, ad un prezzo giusto per gli e per gli altri.       E nella fattiva operatività queste relazioni hanno dato vita anche a tanto altro: le sperimentazioni di coproduzione e quindi di concessione di credito e fiducia reciproca, i prodromi di un’attività di turismo dei territori, le attività di educazione al consumo consapevole, le feste/incontri internazionali, la rimessa a coltura di terreni abbandonati e la ripresa di cura di frutteti trascurati etc etc.       E andando dentro l’operatività e l’azione di alcuni gruppi di acquisto forse si potrebbe arrivare a parlare di empowerment di gruppo e di consapevolezza concreta di quanto si possa fare insieme condividendo scopi e obiettivi, andando naturalmente ben oltre il legame operativo con il Consorzio.

Quindi benefici per i vari contesti territoriali dove operano produttori e consumattori che possono andare oltre la scelta di base della filiera corta e del produrre e consumare BIO con il suo presumibile positivo impatto per l’ambiente.

Per questo motivo lavorare al rafforzamento di questo circolo virtuoso pensiamo abbia una elevata valenza sociale. Le criticità esistono e sono tante ed esistono anche tantissime potenzialità ancora da sviluppare in questa Comunità e nei suoi variegati Elementi.

AGIAMO PROPRIO COME L’APE QUINDI, CHE, SPINTA DAL PROPRIO BISOGNO DI CIBO, PROCURA BENEFICI PER SÉ, PER I FIORI E PER L’AMBIENTE TUTTO