Roberto Li Calzi

 

da presidente a nonno……niente male!

(tutti i sottolineati sono collegamenti)

 questo è il quinto anno di attività ufficiale del Consorzio e la pagina di autopresentazione che avevo scritto più di 4 anni fa non mi rappresenta più abbastanza

innanzitutto sono diventato nonno di un bambino bellissimo e sempre incline a ridere

col quale trovo la voglia di giocare a 4 zampe!

purtroppo vive a Bologna e quindi quanto più spesso possibile faccio un salto su

 

 

e non sono più presidente di niente, per lasciare spazio ad altri, per responsabilizzare maggiormente tutti, per favorire la rotazione

e per dare un esempio a quelli che restano sempre presidenti, anche se le associazioni sono defunte o il posto non è più il loro….. 

ma voglio invece parlarvi d’ARTE e di BELLEZZA…..e vi spiazzo! 

 comincerei con un po’ di pubblicità redazionale! v’invito a guardare questo, brevissimo e delizioso, e questo, un po’ più lungo (4 minuti) ed impegnativo, ma con sorpresa;

 ebbene sì, sono di mio figlio Paco, il secondo, fotografo; spero con ciò di rendergli un servigio, magari qualcuno, nei nostri giri, ha bisogno della sua opera;

 d’altronde, forse, se vogliamo costruire la nuova economia,dovremo coinvolgere altre professionalità che non siano zappaterra e ricottari…..

 o no?

 e lui, comunque, ha studiato e lavorato con grande zelo;

 poi, per chi avesse voglia d’approfondire, se cercate su google, trovate un sacco di roba di Pachito 

 un altro zelante professionista del video è Federico De Musso da Bergamo: lui ci ha seguiti in buona parte degli SbarchInPiazza, ci ha ripresi fino allo sfinimento e, alla fine è uscito “L’altra faccia dell’arancia”, documentario antropologico per l’altra economia, di cui questo è il teaser, questo il film completo e qui ci sono anche i contenuti aggiuntivi;  utilizzeremo il video nella prossima campagna SIP, anche nelle scuole;  bene! abbiamo raccolto parte dei costi del DOCUSIP nelle piazze dei SIP, in parte li stiamo raccogliendo attraverso il versamento volontario da parte dei GAS che avevano partecipato alla campagna “V’ACCATTATI NA MOTRICI” ai quali noi abbiamo restituito tutto, di tutto o parte di quello che avevano anticipato per quella campagna; 

con gli eventuali esuberi contiamo di costituire un fondo per la produzione di altro materiale documentario; chi volesse partecipare a questa raccolta si metta in contatto con Federico ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )  (facebook.com/docusip) 

 ma c’è un’opera che ancor più mi commuove: La porta della bellezza; a Librino, un quartiere della periferia di Catania, dove di solito smontano anche le ombre dei pali della luce, un artista ha realizzato una meravigliosa, gigantesca opera, coinvolgendo alcune migliaia di ragazzi delle scuole nella realizzazione delle 9mila tessere di terracotta che compongono il mosaico, ognuna personalizzata dal ragazzo che l’ha realizzata…… morale? l’opera è ancora là, immacolata, intonsa, perché è del quartiere,

 e allora, dico io, se questo è possibile, se chi ha sempre devastato “improvvisamente” diventa virtuoso e rispettoso, non possiamo noi cercare di replicare? con quello che sappiamo fare: gli agricoltori.

 Ed ecco come nasce l’idea degli orti sociali a Librino, di concerto con I briganti di Librino, per ridare dignità ad una splendida città martoriata dal malaffare di una minoranza…..utopia? certo! come tante altre che sono state realizzate…..….segue… 

 E poi c’è “ris-orti migranti” o “rifugiati nell’orto”, un progetto al quale sto lavorando assieme ad una decina di associazioni

 L’idea?

  • Selezionare una decina di migranti di diverse nazionalità e sesso, che abbiano voglia di restare e lavorare e cercare anche qualche locale che abbia voglia di mettersi in gioco
  • Cercare un centinaio di famiglie tra le province di Catania e Siracusa che abbiano “fame” di ortaggi buoni, certificati dalla loro stessa presenza e compartecipazione nella programmazione e nelle attività sociali e che siano disposti a preacquistarli (l’abbiamo già fatto 25 anni fa!)
  • Indurre i primi a costituirsi in cooperativa ed i secondi in associazione
  • Zero certificazioni cartacee (non necessarie), integrazione, scambio
  • A questo associare la riqualificazione ambientale di un terreno devastato dalla costruzione di un’autostrada mediante l’impianto di un succulentarium (una raccolta di piante succulente, cioè grasse, tra cui fichidindia) ma anche di un bananeto
  • Domenica 6 gennaio la seconda riunione
  • segue…….

 E NON E’ ARTE E BELLEZZA UN BELL’ORTO (40MILA METRI QUADRATI!) CINTO DA PIANTE GRASSE GIGANTESCHE E DA UN BANANETO? 

ecco, probabilmente queste quattro ideuzze descrivono un po’ quello che sono in questo momento

 grazie a chi è arrivato a leggere fin qui

sotto trovate le presentazioni degli anni passati

per chi ne ha voglia…… 

pace, forza e allegria!

 

Uno nessuno centomila

 

 

uno nessuno centomila?
potrei cavarmela così, pirandellianamente? dai! non vale!
e poi può essere un buon esercizio
 vabbbbene! peggio per voi! tanto, mica siete obbligati a leggere fino in fondo!

e allora:

 

sono uno

tra i tanti che, dopo un po’ di anni in giro per il mondo, ha deciso di vivere in campagna, di campagna

sono sveglio,

come sempre, ormai da trent’anni, da molto prima dell’alba

 
sono stato

lì, da solo, a provare cosa accadeva se non “pumpiavo” (irroravo di veleni) i miei aranci, quando non sapevo neanche che esistesse l’agricoltura biologica, e di fatto non esisteva, non era normata, poi ho re-incontrato barbara e sono entrato nel giro

sono stato

molti giorni, mesi, anni, chino a spietrare, a trapiantare, a “scippare” erba dai miei grandi (per me) orti, quattro, cinque ettari

sono stato

molte notti in piedi perché il feroce sole di certi mattini estivi trovasse le pianticelle “abbeverate” e altre notti per portare i prodotti al mercato e là mi dicevano: “ sono biologiche? vabbè, niente ci fa!”: biologico era quasi una malaparola

sono stato

uno dei primi ad ottenere la certificazione

 
sono stato,

credo, uno tra i primi, che, continuando a credere nell’ agricoltura biologica e a produrre secondo i suoi criteri, ha rifiutato la certificazione: troppi imbrogli, troppe aziende che ieri tiravano fuori TIR di ortaggi chimici ed il giorno dopo sono certificate, troppe carte, troppa burocrazia, buona per le grandi aziende, strangolante per le piccole

sono stato

per anni il principale fornitore di ortaggi freschi per i pochi negozietti di biologico della sicilia orientale

sono stato,

quasi, espulso dalla campagna da un mercato che penalizza e svilisce i produttori e da commercianti e cooperative (del biologico e non) che, per malafede, ingordigia o inefficienza, hanno finito di affossarci, ma mi ci sono aggrappato (alla campagna) e, pur facendo per un po’ di anni altri lavorazzi per campare, anche divertendomi e traendone lezioni e stimoli, ho continuato ad accudire il giardino (un ettaro e mezzo), senza reddito e con poche speranze

sono risorto

(economicamente e moralmente) grazie ai gas e di questo non smetterò mai di ringraziare, ho trovato nuovi stimoli ed entusiasmo per fare, progettare, costruire, anche, un futuro migliore per la sicilia

sono orgoglioso

che la mia iniziativa abbia costituito e stia costituendo una possibilità, concreta, per un po’ di amici, di restare dignitosamente a fare gli agricoltori e, nello stesso tempo, a diventare ambasciatoridella bellezza, ricchezza e varietà della nostra terra

sono fiducioso

che questa strada porti lontano

sono pronto

a battermi perché questa attuale avventura non scada di qualità né verso di voi, né verso gli altri produttori coinvolti, come spesso è accaduto in passato

sono entusiasta
 

 

sono convinto

che sia in atto un processo di rinnovamento della sicilia e sono impegnato in un progetto di promozione di questa terra, soprattutto delle sue aree interne, ma questa è un’altra storia che si chiama SIQUILLYAH

sono un po’ visionario

 

sono padre

di tre figli: simone, 23 anni, ha collaborato con me fin da piccolissimo, con grande perizia, arguzia, sensibilità e impegno, ma da qualche tempo ha scelto altre strade, si occupa di fotovoltaico, dipana la sua vita su altri sentieri, ma andiamo assieme a camminare in montagna; paco, 20 anni, è in centro america da un paio, vive, scrive, fa collane, fa esperienze; francesco, 10 anni, ogni mese legge cinque sei libri e ne scrive e illustra uno, poi lo abbandona, poi lo riprende, anche lui un camminatore

sono fratello

di gigi, che ha inseminato legallinefelici, (non le galline felici, chè uno può pensare: ecco perché sono felici le galline, no, ha messo il seme, l’ idea di vendere ai gas) e sta dando forma a questo sito

sono pronto

ad accogliere nella mia casa a geometria variabilechi ha voglia di venire qui a fare delle cose, dall’ orto, agli aranci, alle olive, al riciclaggio artistico della “munnizza”, alla promozione della sicilia e chi vuol venire a trovarci per guardarci negli occhi e, perché no?, ad ispezionare

sono, come si vede, un po’ logorroico,

ma sono convinto che ancor prima che acquistare arance, si debba acquisire la fiducia e la confidenza di chi ce le manda ed è stata da sempre la cifra del legallinefelici il rapporto diretto, personale, col tu, tra noi e voi, lassù; e inoltre mi piace scrivere e raccontarmi

quindi,

chi volesse approfondire la nostra storia, può andare a leggersi gli scritti che seguono che sono le lettere di presentazione delle precedenti campagne (con qualche omissis, sennò…….)

chi avesse

avuto lo stomaco (e u “sbaddu”) di arrivare fin qua (mi dicono che su internet nessuno va mai oltre le prime otto righe, quindi starei scrivendo per me stesso, boh?), e avesse il coraggio di andare oltre, potrebbe cogliere l’evoluzione del nosro stato d’ animo col trascorrere degli anni

fatemi sapere:

“per discutere con noi” e'fatto anche per questo.