sul questionario di luglio 2015

ANALISI DELLE RISPOSTE E COMMENTO AL QUESTIONARIO DI LUGLIO 2015

Innanzitutto, vogliamo ringraziare i più di 900 volenterosi, Italiani e Francesi, che hanno dedicato un po' del loro tempo a rispondere alle domande del nostro questionario.

prima parte: DOMANDE SULL'ECONOMIA SOLIDALE 

seconda parte: DOMANDE SUL FUNZIONAMENTO DEL CONSORZIO E SULLE SCELTE "SOLIDALI"


DOMANDE SULL'ECONOMIA SOLIDALE (analizzate da Lidia Tusa)

Ci siamo chiesti fino a che punto lo spirito di solidarietà sia così radicato da indurre a partecipare al rischio di chi affronta di continuo le variabili del clima e del mercato.

Ci interessava conoscere le vostre opinioni su argomenti concreti che ci toccano da molto vicino e avere delle risposte per capire che direzione prendere.

Ecco una sintesi di domande e risposte:


Ritieni più importante che i gas debbano cercare di procurarsi l’eccellenza di cibo, nel senso della biologicità, o che debbano, piuttosto, favorire la conversione al biologico di tutte le aziende, anche acquistando prodotti di aziende che si stanno convertendo?

In 700 preferiscono sostenere il processo di conversione al bio, piuttosto che scegliere produttori già certificati (140)

 

Sei a conoscenza del Fondo di Solidarietà che l’Economia Solidale sta cercando di istituire per sostenere le aziende in difficoltà e finanziare la nascita di nuove imprese?

Forse perché si tratta di un dibattito recente, o perché è ancora interno agli "addetti ai lavori", fatto sta che nessuno ne ha sentito parlare, tranne uno.

 

Saresti disposto a spendere lo 0,5% in più per alimentare tale fondo?

La maggioranza è favorevole (700) e questo è singolare, visto che non ne ha mai sentito parlare. È il segno che c'è una disponibilità di fondo all'aiuto. Trascurabile l'opposizione (22), mentre i "dipende"(110) ci indicano, probabilmente, che si ritiene necessario saperne di più prima di mettere mano al portafogli.....ovviamente......

 

Da cosa dipende?

Solo in pochi hanno riflettuto su questo punto (ca. 100), probabilmente gli stessi che alla domanda precedente erano già indecisi. Chi ha risposto concorda sulla trasparenza, chiarezza degli obiettivi e affidabilità di chi gestirà il fondo; qualcuno suggerisce di subordinare le eventuali assegnazioni dei fondi alla qualità di conduzione dell'impresa. Forse alcuni hanno equivocato, pensando che il fondo sia da destinare alle Galline Felici, anziché ad una rete di produttori molto più vasta.

 

Saresti disposto a spendere il 5% in più per alleviare l’autosfruttamento di molti produttori?

Cos'è l'autosfruttamento? Non considerare il valore economico del proprio lavoro, del tempo che si dedica alla propria attività, ma solo di chi lavora per noi. Le risposte hanno lo stesso andamento di quelle della domanda precedente: grande disponibilità (715), qualche dubbio (160), scarsa opposizione (50). 

 

Saresti disposto a pagare il 10% in più alcuni prodotti alimentari che acquisti per permettere a qualcuno più bisognoso di te di pagarli il 10% in meno?

Qui la disponibilità è minore (441), probabilmente perché la solidarietà non si praticherebbe tra chi vive già un rapporto di fiducia (GAS/produttore), ma tra cliente/cliente, cioè tra chi si conosce poco o niente. Un po' come l'equivalente del "caffé sospeso": affido al produttore un credito per chi può averne bisogno. La necessità di garanzie e regole probabilmente frena i dubbiosi (219) e spinge al no una esigua minoranza (58).

Qualcuno ci ha chiesto di portare degli esempi, ne possiamo citare due di nostra diretta conoscenza: un gas di Vienna (là si chiamano Biocoop in cui c'è chi paga la cassetta di arance 20 euro e chi la paga 12, secondo regole stabilite al loro interno; ed un ritorante di Parigi, in cui ognuno paga quello che può, e va avanti da una decina d'anni con questo sistema,

 

Come allargare i benefici dell'ES?

Questa domanda era impegnativa e solo in 74 ci hanno messo mano. La strada più radicale, "Chiudere la Monsanto e gettare le chiavi", ci sembra di difficile attuazione, mentre ce ne sono altre più facilmente percorribili. La proposta più diffusa è di cercare di allargare la rete, attraverso l'informazione, la divulgazione nelle scuole, il tentativo di coinvolgimento dei governi locali, l'uso di social network non commerciali e un coordinamento a livello nazionale non dominato da presenzialismi ingombranti.

 

Concludendo, la maggior parte degli interpellati ha dimostrato di rendersi perfettamente conto della necessità di prevedere un sistema organizzato ed autogestito di aiuti ai produttori. Da sottolineare come anche Oltralpe la si veda allo stesso modo. Le risposte dovrebbero far riflettere su quali siano le azioni da portare avanti, come nel caso del fondo di solidarietà: il consenso è stato talmente manifesto che probabilmente vale la pena di verificare se questa disponibilità può, con le dovute regole, diventare concreta. (Lidia Tusa)


DOMANDE SUL FUNZIONAMENTO DEL CONSORZIO E SULLE SCELTE "SOLIDALI" (analizzate da Roberto Li Calzi)

Ripetiamo il ringraziamento per la partecipazione a quei quasi mille che ci hanno dedicato un po’ del loro tempo, cosa che ci aiuta ad aggiustare il tiro. Segno, a nostro avviso, di grande partecipazione alla nostra avventura. 

Cominciamo con lo sgombrare il campo dalle questioni più semplici: 

  • La sostituzione della cassetta di cartone con quella di legno è vista con favore da circa l’80% ed indifferente da un altro 10%. Molti ripropongono l’annosa questione della possibilità di restituire il vuoto. Continuiamo a studiarci, ma non abbiamo ancora trovato soluzioni accettabili. Approfondiremo la questione altrove, non appena possibile.
  • L’eliminazione della doppia calibratura è vista con favore dal 45% circa, giudicata indifferente dal 35% e con sfavore dal restante 20% circa. Purtroppo per questi ultimi, continuiamo su questa strada, anche perché ci permette di contenere i costi.
  • Ci gratifica molto che solo l’1% giudichi la comunicazione tra noi e voi insufficiente, mentre il resto delle risposte si divide tra “bene” e “abbastanza bene”, con leggera preponderanza di “bene”. Faremo in modo di migliorare.
  • E quasi altrettanto ci gratifica che circa il 75% circa giudichi l’esperienza della scorsa stagione soddisfacente, oltre il 20% la giudichi “soddisfacente, anche se con alcune criticità”, e solo circa il 2% la giudichi insoddisfacente . Naturalmente siamo attivamente impegnati a spostare la percentuale di “soddisfacente” verso il 100% e di azzerare il numero degli insoddisfatti. Questo questionario serve anche a questo.
  • I nostri clienti hanno maggiormente apprezzato, nell’ordine: la qualità dei freschi, la qualità delle persone che operano nel consorzio, i prezzi, le campagne sociali, l’assortimento dei prodotti, la qualità dei trasformati, la facilità di ordinazione e la logistica.
  • Per contro ci suggeriscono di migliorare, nell’ordine: l’assortimento (lo stiamo gradualmente facendo, vedi listino e le note di Elisa qui), la logistica (scriveremo qualcosa in merito al più presto), le mancanze e le sostituzioni (vedi qua), la qualità dei trasformati (vedi, ancora, in merito al lavoro di Elisa), la qualità dei freschi (vedi qua), la comunicazione (ci proviamo in ogni modo, anche in questo preciso istante), molto distaccati: i prezzi e la fatturazione
Ed entriamo in quelle più "succose"
Molto interessanti, dal nostro punto di vista di promotori di sviluppo durevole, di crescita culturale e di riconversione colturale al bio, per tutta la Sicilia, sono le risposte alle seguenti domande:
  • Ritieni più importante che i gas debbano cercare di procurarsi l’eccellenza di cibo, nel senso della biologicità, o che debbano, piuttosto, favorire la conversione al biologico di tutte le aziende, anche acquistando prodotti di aziende che si stanno convertendo? Oltre l’80% risponde che i gas devono favorire la conversione e meno del 20% ritiene che sia condizione sine qua non la certificazione, sensibilmente più spostati verso la prima risposta i francofoni.
  • Grosso modo le stesse percentuali in merito al reperimento di prodotti da non soci: oltre l’80% favorevoli, anche in questo caso più i francofoni. Risposta in linea con la precedente
  • Interessantissime anche le risposte in merito ad un eventuale ridotto aumento dei prezzi (5%) per alleviare l’autosfruttamento dei produttori: il 75% risponde di sì, senza esitazioni, un po’ meno del 20% è possibilista, meno del 5% dice di no
  • Ed anche quelle in merito alla disponibilità a pagare il 10% in più per permettere a qualcun altro di pagare il 10% in meno: più del 60% si dice disponibile senza esitazioni, oltre il 30% dice “forse”, solo meno del 10% dice decisamente no
  • Infine, in quanto all’accoglienza turistica, rassicuriamo quel 25% che hanno risposto che sono interessati ad essere informati, che nei prossimi mesi, finalmente, riusciremo a partire con un’offerta qualificata e molto diversificata: abbiate pazienza! E fiducia!