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I briganti - un anno dopo

Ciao,

sono Mario ed ho avuto il piacere di conoscere molti di voi di persona. Per tutti gli altri: sono quello che maledite quando la piattaforma per le gentili richieste non fa il suo dovere.

I briganti. Un anno e un mese fa dei criminali davano fuoco alla club house dei Briganti di Librino e penso che la maggior parte di voi sappia di cosa sto parlando. Io lo so bene, visto che ho iniziato a giocare nei Briganti 10 anni fa e quando ho smesso ho iniziato ad allenare le nuove generazioni di Brigantesse e Briganti. E quella notte fui buttato giù dal letto.

 

Quella notte di un anno e un mese fa sta io e i miei compagni d'avventura guardavamo le fiamme quasi con indifferenza, come l'ennesimo atto vandalico. Avevamo subito già sette o otto furti, quel posto era sempre stato vulnerabile, lo sapevamo. Con i pompieri al posto della polizia, che ci dicevano di stare lontani e a noi sembrava così strano di non poterci avvicinare. Poi, come una sberla, arrivò il pensiero che quello non era un gesto motivato da quattro spicci ma dalla volontà di fare del male al progetto ed alle persone che lo portano avanti e a chi ne usufruisce.

Le settimane successive, stritolate in questa consapevolezza, sono state irreali. La sensazione è quella di camminare da soli in un vicolo buio, cosa che sarà capitata anche a voi. Di finire in un posto che non conoscete, di notte, e di affrettare istintivamente il passo. Così, però sempre, per giorni. Tutta la città diventa un vicolo buio, anche al sole, anche in compagnia: per andare al panificio attraversi un vicolo buio, parcheggi la macchina in un vicolo buio. Fai una commissione all'ufficio che è all'angolo tra un vicolo buio e un altro vicolo buio. Stasera ci vediamo al solito posto ma ti senti solo, in piazza, in un vicolo buio. Anche la strada che porta al magazzino delle GF era un vicolo buio ma andavo volentieri, perché sedermi alla scrivania e aprire il pc e recuperarvi le password e sistemare i prezzi dei prodotti mi riportava ad una quotidianità di cui avevo disperatamente bisogno.


Da un lato lo scoramento. Dall'altro, incessanti, le manifestazioni di sostegno.

In questi mesi abbiamo ricevuto la solidarietà di centinaia di realtà, migliaia di persone. Da subito. Dalla mattina dopo. E poi ancora, giorno dopo giorno, sempre più straordinarie, sempre più incredibili. Abbiamo scoperto di avere dei cugini rugbysti di periferia che fanno lo stesso nostro lavoro in Brasile e in Mozambico. Per dirne una.

A molti abbiamo chiesto di temporeggiare, di aspettare che passasse l'onda emotiva perché -temevamo- quando si sarebbero spenti i riflettori, spazzata via la cenere, noi saremmo stati ancora a fare il nostro lavoro.

A distanza di un anno riceviamo ancora supporto, sostegno, inviti, attenzione. E questo è straordinario. In un'epoca in cui la solidarietà dura un click, è ancora più straordinario.

Vorrei scrivere che è stato tutto un anno così, straordinario ma non è così.

É stato un anno durissimo.


Il giorno dopo l'incendio, tra le prime chiamate di sostegno ci fu quella di Roberto che mi chiedeva di raccontare cos'era successo, per attivare subito la rete di solidarietà che -lo sappiamo- funziona davvero bene.

Un appello dalle Galline Felici a tutti voi, da parte di chi da 10 anni divide le sue giornate in parti più o meno uguali tra il pollaio e il santeodoro.

Quella mattina di un anno e un mese fa provai a scrivere ma non mi riuscì, non per mancanza di idee ma perché il mio punto di vista era troppo dentro l'accaduto. Roberto fece un appello, chiedendovi di aiutarci a rimettere in piedi un posto che fa parte anche del percorso delle Galline Felici. Ne è venuto fuori un appello sincero, a cui avete risposto con grande generosità. Da parte di chi quel posto lo ha vissuto, indirizzato a chi quel posto lo ha vissuto. Perché molti di voi, magari per poco, magari a distanza, quel posto lo hanno frequentato.


Il San Teodoro è un luogo in cui come alternativa al degrado si fanno: l'orto, i compiti, le letture, gli scacchi, i placcaggi duri ma regolari, le feste, le sfilate di moda, i pesi, i calci, la cartapesta.

É un posto dove ha attecchito la bellezza. É una trincea. É un baluardo.


A distanza di un anno, dopo aver esorcizzato l'incendio con una grande festa, penso sia giusto farvi un resoconto. E, soprattutto, ringraziarvi.


Le vostre donazioni tramite il crowdfunding di SocialBusinessWorld o arrivate direttamente in libri, in oggetti, in viaggi, in ottimi formaggi, hanno contribuito a realizzare la profezia di una bimba del doposcuola. La scena è questa: da un lato c'era una struttura distrutta dalle fiamme e dall'altro una palestra abbandonata grande dieci volte tanto e piena di macerie. Una volontaria che in condizioni emotive precarie prova ad impostare il turno di doposcuola, vacilla. La bambina le si mette accanto, guarda le macerie e fa: "tranquilla, la ricostruiremo più bella di prima".

Per correttezza di cronaca, alcune fonti dicono che non fu una bambina ma un preadolescente giocatore under16 grosso, sporco di fango, con la voce roca ed i capelli alla come li portano i giovani.

É davvero più bella di prima.


La nuova club house ha uno spazio per i compiti ed uno per i laboratori, migliaia di volumi, dvd e giochi. Un banco del bar ed una cucina perfettamente attrezzati. Sedie e tavoli a misura di bimbo e di adulto. É un luogo colorato ed accogliente. Ci si fa il doposcuola e le feste, a breve il torneo Iqbal Masih che vede la partecipazione di centinaia di piccoli atleti. Ci guardiamo le partite e ospitiamo iniziative. Facciamo festa a carnevale.

Alcuni di voi sono venuti a vedere di persona, ci farebbe piacere continuare a ricevervi. Il campo è aperto martedì, giovedì e venerdì dal primo pomeriggio fino a sera. Anche sabato e domenica spesso, se ci sono attività di campionato.


Le donazioni di libri sono chiuse, ne abbiamo tanti catalogati e tantissimi ancora da catalogare.

Per le donazioni in danaro, visto che il crowdfunding di SocialBusinessWorld è chiuso,  potete usare l'iban e ci piacerebbe concordare con voi come spendere la cifra.

L'incontro si è dimostrato un evento educativo straordinario e un'occasione come poche altre per i nostri ragazzi. É un invito ad usare quei soldi per venire a trovarci o -se siete dei temerari- per invitarci da voi. Non ci siamo mai tirati indietro ad un torneo, si sappia.


Le donazioni in vettovaglie vanno sempre bene.


I contatti li trovate sul sito brigantilibrino.it