Coltivando la diversita'
Coltivando la diversità ……(ottobre 2003)
Cari amici vicini (??) e lontani
Colgo l’occasione per avviare uno scambio di idee, esperienze e progetti cominciando con due righe di presentazione autobiografica per chi non mi conosce.
Mi chiamo Roberto, ho 3 figli, 48 anni e da più di 20 mi occupo di agricoltura biologica; all’ inizio non sapevo che si chiamasse cosi’, poi ho contribuito a farla nascere.
Due dei miei figli sono cresciuti in campagna in mezzo a polli, papere, cavolfiori, arabi, arance, rastafari, pietre e piante grasse, nel senso che da me girava e viveva un bel po’ di gente di provenienza molto diversa e si lavorava veramente tanto.
Negli ultimi anni, per una molteplicità di cause, ho allentato molto questo impegno per dedicarmi ad altre attività, tra le quali trasferire ai bambini questa passione, alcune tecniche e tanto altro.
Ho sperimentato tutte le forme di vendita: dal baratto, al conferimento alle cooperative, all’ esportazione diretta, alla consegna porta a porta, alla vendita ambulante e negli ultimi anni sono giunto alla determinazione di voler avere un contatto diretto con chi mette in bocca i miei prodotti.
Quindi niente più mediatori, cooperative, commercianti e intermediari varii, ma solo rapporti diretti, personali anche, con un ritorno immediato di informazioni, giudizi, remunerazione, suggerimenti, ecc.
Preferibilmente.
Da due anni ho iniziato a spedire ad un gruppo di amici di Trento ogni venti giorni, in inverno e primavera, una pedana con 50/70 cassette con i miei prodotti a volte integrati da prodotti di amici miei, certificati, affidabili e controllabili di persona.
E mi piacerebbe intensificare questa attività, anche perché il prodotto, se venduto ai grossisti, parte a 25/30 centesimi e arriva sulle tavole a 2/3 euro: troppo poco per me e troppo per voi: la differenza, come si sa, è assorbita dalle varie intermediazioni.
Come tutti sapete, la biodiversità è seriamente minacciata e non vi sto a sciorinare le cifre veramente agghiaccianti sull’ appiattimento della varietà naturale e quindi sulle nostre tavole e quindi, ed anche per numerose altre vie, sulle nostre menti e, soprattutto su quelle dei nostri figli.
Ed ecco perché mi piace l’ idea di relazionarmi con un gruppo di acquisto e parte subito l’ invito a venirmi a trovare e vedere di persona (per chi non lo sapesse sono sulla costa ionica tra CT e SR)
Io sto coltivando il pallino di contrastare nel mio piccolo questa tendenza.
Nei vecchi agrumeti, per esempio, che si chiamavano giardini, erano presenti contemporaneamente numerosissime varietà, e quindi forme, colori, odori e sapori, ma non era moderno, non era in linea con l’esigenza di una standardizzazione commerciale, e quindi questa varietà fu demonizzata e gli agricoltori furono indotti a reinnestare, omogeneizzare (buoni gli omogeneizzati che volevano fare mangiare ai nostri figli) a spiantare, facendo cosi’ scomparire delle varietà che adesso sono diventate rarità.
Non solo, ma nel momento di selezionare il prodotto da inviare al mercato, tutto ciò che è troppo piccolo o troppo grosso, o troppo personale, con un carattere che si distingue, viene scartato e mandato a fare succhi (al 12%).
Punto e marcia indietro, per me: sto cercando vecchie varietà da innestare, ho già iniziato a diversificare.
Non fidatevi delle apparenze.
Se vorrete accogliere questa proposta e provare, nelle vostre cassette troverete comunque un prodotto eccellente, dal punto di vista organolettico (il sapore, l’odore), e per i metodi di coltivazione: concimazioni organiche (molto letame) e nessun trattamento, neanche quelli ammessi in agricoltura biologica negli ultimi 18 anni (si difendono da sé, almeno finora).
Le mie arance sono grandi, specialmente quest’anno che ce ne sono poche, ma nelle cassette ne troverete anche qualcuna piccola (hanno più succo), arance con la buccia molto fine e ‘’scurciuni’’ grossa scorza (ottime da candire).
Sono comunque tutti ‘’tarocchi’’.
Confidando nella bontà dei miei prodotti e nella natura umana, qualora non vi riteneste soddisfatti, mi sento di potervi offrire la restituzione immediata di quanto corrisposto senza alcuna formalità, nemmeno la restituzione del prodotto, regalatelo a qualcuno al semaforo, ne sarà felice; eccetto che per l’olio che vorrei invece restituito.
Un piccolo suggerimento: prendete una o più arance e mettetele ad asciugare sulla stufa o sul radiatore o, meglio ancora, rotolando sul cruscotto della macchina: per anni (20/30?), grattando con l’ unghia la scorza, si sprigionerà un grato aroma.
Ritengo questa un’ occasione per conoscersi, quindi vi rinnovo l’invito a venirmi a trovare e a contattarmi ai seguenti recapiti:
……………..omissis………