I frutti del Sole

Gli agrumi,
la cui etimologia deriva dal tardo latino “acrumen” (agro), con le loro rigogliose piante sempreverdi, dagli ultimi secoli in poi hanno ricoperto in maniera sempre più estesa la superficie della Sicilia, fino ad immedesimarsi con essa ed a contribuire, insieme all’antica vite ed al biondo grano, alla caratterizzazione del territorio.
Sin da tempi più antichi l’isola fu famosa per la dolcezza del clima e la fertilità del suolo.
Lucrezio nel “De Rerum natura” dice: “La Sicilia si rileva mirabile per tanti aspetti e degna di essere contemplata dagli occhi degli uomini, fertile di meravigliosi frutti e ricca di una moltitudine di genti”.
Nell’epoca romana, quando nel continente le tecniche riduttive consentivano al massimo una resa quadrupla del seminato, nell’agro di Lentini ed in altre zone della Sicilia erano segnalate da Plinio coltivazioni portentose, con resa cento volte superiori al seminato.
Esempi di tale abbondanza avevano indotto il console Levino, all’indomani della conquista dell’isola strappata ai Cartaginesi, ad interdire ai Siciliani qualsiasi altra attività che non fosse l’agricoltura (Livio).
Quanto profondamente questo rapporto con la terra affondi le radici nella nostra cultura è testimoniato dall’immagine, fissa nei ricordi di ognuno di noi, dell’uomo chino a spietrare, dissodare, estirpare rovi, zappare con sudore terre incolte per farne un “campo”. Ed è dal termine “campo” che deriva il verbo “campare”, espressione della stessa vita.
Oggi gli agrumeti, che i Siciliani con orgoglio chiamano “giardini”, si estendono per circa 110 mila ettari con 2,5 milioni di tonnellate di raccolto, oltre 1000 miliardi di fatturato ed un impegno di 250 mila unità lavorative, rappresentando, uno dei comparti economici più importanti dell’isola.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE Arancia MORO

Varietà caratteristica per la forte pigmentazione della polpa, dal colore rosso scuro tendente al violaceo. Il succo, dal sapore acidulo, è molto ricco in antocianine, sostanze antiossidanti che gli conferiscono il caratteristico colore rosso scuro: ricorda molto il sapore del gelso nero e dei frutti di bosco. Si presta bene in cucina per ricette varie, fra cui l’insalata di arance. La buccia si presenta papillata, di colore arancio con sfumature rosso–vinose particolarmente intense su un lato del frutto ed emana un particolare odore di vaniglia; si presta alla canditura.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE Arancia TAROCCO

E’ la più conosciuta tra le varietà pigmentate. Si caratterizza per la vigoria della pianta e la forma globosa del frutto che presenta nella parte basale un “muso” più o meno prominente. La pezzatura è medio grossa; si riconosce inoltre per la buccia molto liscia di colore giallo arancio e le sfumature rossastre su un lato.
La polpa, con venature rossastre più o meno intense secondo la zona di produzione e l’epoca di raccolta, contiene abbondante succo dal gusto dolce- acidulo ed è ricca di antocianine e vitamine, tra cui la Vitamina C; ricorda molto il sapore della fragola, ha un leggero retrogusto amaro ( dovuto alla presenza della nomilina) che nel pieno della maturazione si sposa bene anche con gusto che ricorda i frutti tropicali tra cui emerge il sapore dell’ananas.
Un’altra caratteristica del frutto è la croccantezza della polpa che è in armonia con il giusto contenuto in succo.
Si presta per il consumo allo stato fresco.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE Arancia SANGUINELLO

Meno diffusa tra le varietà pigmentate, presenta un frutto globoso con buccia compatta e papillata; la polpa è dolce, succosa e con caratteristiche screziature sanguigne. E’ un frutto tardivo (febbraio- marzo), ma si differenzia dalle varietà bionde tardive di arancio per l’equilibrato contenuto di antocianine, zuccheri, acidi ed aromi vari .

Tarocco, Moro e Sanguinello contengono inequivocabilmente un patrimonio di sostanze benefiche non comparabile a quello di altri frutti. Una caratteristica da sfruttare, attraverso una corretta informazione.
La loro importanza alimentare non è tuttavia da associare al valore energetico, né alla presenza equilibrata dei diversi nutrienti (zuccheri, grassi e amminoacidi), anche se un bicchiere di spremuta fornisce un apporto di zuccheri semplici di rapida assimilazione, utile in condizione di stress o di stanchezza fisica.
Tra i meriti dell’arancia è da menzionare l’alto contenuto di potassio che, accoppiato al bassissimo contenuto di sodio, contribuisce a contrastare l’ipertensione arteriosa.
Il superiore valore biologico delle arance rosse è invece da ascrivere all’elevato contenuto di vitamina C che varia intorno a 60 mg per 100 centimetri cubici di succo fresco, per cui due arance di media grandezza assicurano il fabbisogno quotidiano di questa vitamina indispensabile per proteggere il nostro organismo dalle malattie infettive.
Tra tutti i frutti più diffusi sono gli agrumi quelli più ricchi di vitamina C.
A sua volta è l’arancia Tarocco che detiene il primato assoluto su tutti gli agrumi (fino a 90 mg).
La vitamina C è importante anche per l’azione che svolge nei confronti delle sostanze cancerogene. Linus Pauling, premio Nobel per la chimica e la pace, ha dimostrato che essa previene l’insorgere delle neoplasie e impedisce, o quanto meno ritarda, la diffusione delle cellule tumorali.
Numerose sperimentazioni cliniche ne hanno confermato l’efficacia con riscontri di tipo epidemiologico. Tra i costituenti di maggior pregio, presenti esclusivamente nelle arance Tarocco, Moro e Sanguinello, sono da annoverare le antocianine, i pigmenti responsabili del colore rosso.
In aggiunta al contributo estetico, determinante per l’immagine e per la tipizzazione del prodotto, le antocianine esercitano anche un’importante funzione biologica ostacolando l’azione degli ossidanti e dei radicali liberi che provocano processi di infiammazione e di invecchiamento.
Fungono cioè da guardie del corpo a protezione della nostra salute. Esplicano inoltre attività farmacologica sulla fragilità capillare e sulla retina, aumentando la sensibilità dell’occhio alla visione notturna.

Note da Notiziario AIRC - GENNAIO 1997