Storia di Barbara Piccioli
Da bambina passavo le vacanze estive dai miei nonni in campagna. Libertà,spazi,odori,sapori,cultura contadina sono entrati nella mia vita silenziosamente.
Poi un’adolescenza inquieta e cittadina, i conflitti degli anni 70 con la famiglia (“ ariosa e stimolante come una camera a gas” ), la politica ,il femminismo etc,etc.
Verso l’inizio degli anni 80 , mi sono ritrovata svuotata ed in crisi col mio passato e nessuna chiarezza sulla direzione da intraprendere. E’ stato così che , per disperazione , ho cominciato ad affiancare mio nonno nella gestione dell’azienda agrumicola. La situazione non era rosea ,la gestione ,un po’ feudale,era in rosso. Anche i miei cugini decisero di salvare le nostre terre e così
iniziò il cambio generazionale. Sono stati anni duri ,dovevo imparare tutto da zero, abbiamo dovuto cambiare tante cose; per fortuna le nostre famiglie ci hanno potuto sostenere economicamente per ristrutturare l’azienda. Molti lavori li facevamo direttamente noi , così ho imparato a guidare il trattore ed ho messo su una discreta muscolatura.
Ma le cose continuavano a non andare bene : dopo un anno di duro lavoro arrivavano i commercianti , che acquistavano le arance sulla pianta e che trovavano mille difetti nel nostro
prodotto , decidevano loro il prezzo , ogni anno più basso.
Nel 1984 incontro il buddismo , nell’ambito del quale conoscerò mio marito Peter (un marinaio inglese stanco di mare ), con lui nell’85 andiamo a vivere in campagna.
Eravamo poveri ma felici,la nostra casa quanto di più selvaggio si possa immaginare, ma era sempre piena di amici e nascevano tanti sogni e progetti.
E’ stato in quegli anni che abbiamo cominciato a frequentare il movimento che si domandava : “Cos’è Biologico?” Giravamo tutta la Sicilia conoscendo i vari pionieri che avevano sfidato l’agricoltura convenzionale. Sono stati dei bei momenti con dibattiti interminabili annaffiati da buon vino ed alimentati da mega zuppe rigorosamente bio…
Peter ha potuto conoscere solo l’inizio di questa avventura ,1988 è morto a causa di un brutto tumore, lasciando tanti amici che lo hanno amato e me incinta di Davide ( che oggi ha 18 anni ).
Nonostante la circostanza apparentemente tragica , ho potuto trasformare questa esperienza positivamente grazie al pieno di energia che questo meraviglioso essere umano ha lasciato .
Nel 1991 decidiamo insieme ai miei cugini di dividere l’azienda poiché loro non concordavano con la conversione in biologico.
Avevo così da gestire da sola 7 ettari di azienda. Per fortuna ho avuto sempre accanto Nino un operaio che lavora con me da tanti anni e che dà l’anima per il benessere delle piante.
I primi anni di conversione sono stati difficili perché gli agrumeti ,abituati a 40 anni di concimazioni chimiche ed il terreno, ormai quasi sterile (non ci cresceva più l’erba) hanno richiesto un sacco di tempo per rivitalizzarsi.E’ stato proprio in quel periodo inoltre che la condizione della mia zona ha
cominciato a deteriorarsi.
La mia azienda è vicina alla periferia degradata di Catania e l’influenza mafiosa è purtroppo molto forte. Da quando ho cominciato a lavorare ho dovuto fare i conti con la figura del “guardiano” che altri non è se non una persona che riscuote il pizzo. Se non paghi, casualmente…arrivano i ladri di arance; eppure, nonostante la presenza di questa figura, i furti e le rapine si sono susseguiti negli anni, tanto che ho dovuto andare a vivere in città. Comunque non ho mollato, ho continuato a sperare nella possibilità di ripopolare questa azienda in modo da poter vigilare con la presenza di numerose persone.
Nel 95 ho cominciato a vendere le arance per conto mio, imparando così a commercializzare direttamente. Ma non riuscivo a piazzare tutto il prodotto. In ogni caso è stato per me un grande passo, visto che finalmente qualcuno ci faceva i complimenti per la qualità del prodotto. In passato i commercianti non assaggiavano mai le arance, per loro non era importante che fossero buone, dovevano essere solo grosse ed immacolate.
Anche se non vivevo più in campagna abbiamo svolto tante belle iniziative, ospitando tanta gente: ci sono state grandi riunioni buddiste, corsi di agricoltura biodinamica ed incontri per far nascere l’organismo di controllo, che ancora oggi certifica il mio prodotto.
Roberto è sempre stato un mio amico fraterno e la scelta verso la terra ci ha ulteriormente unito, è stato così che mi ha coinvolto nel rapporto con i GAS, dopo si è aggiunto Antonio e altri produttori. Credo di poter dire che siamo un bel gruppo e ci piace questo rapporto diretto con chi acquista i nostri prodotti.
Più si esce dalla logica del “MERCATO” meglio si sta ed è proprio bello lavorare con dei veri amici.
Ora sta calando una nuova ombra sulla mia azienda: questa estate è arrivato un avviso del comune di Catania di un probabile esproprio… Ma si sa “la lotta è dura ma non ci fa paura”, venderò cara la pelle.
Baci a tutti, Barbara Piccioli